Ogni tanto mi smarrisco un poco, per fuggire allora gioco
mi ritrovo ad esser libero nell’aria
dissolto eppure ancora io cerco, puro, senza scoria
un segnale l’inizio della storia
cerco un senso fondo e infinito
che mi sembra lì nascosto dietro a un dito
quell’ amore sparso ovunque che non so
mai raccogliere in un pugno, quel che ho
E quel che ho, siete voi
che temo di non amar come vorrei, e che so che io potrei
Ogni tanto, spesso prendo fuoco
nel soffitto faccio un buco
e mi innalzo come fumo su nel cielo
disperso eppure ancora io
mi vergogno e controvento la mia rabbia spengo
e rido in un momento
alzo gli occhi verso l’infinito poi gli abbasso
a volte un po’ ferito
sento amore sparso ovunque che non so
mai raccogliere in un pugno, quel che ho
E quel che ho, siete voi
che temo di non amar come vorrei, e che so che io potrei
Ogni tanto, forse troppo spesso io mi sento sotto un sasso
e vorrei salir magari in un pallone
salir più in alto di un gabbiano e su, ancora più lontano
per vedere se toccherò la mano
cerco una risposta, anche un saluto, so che può bastare uno strarnuto
qualcuno che mi dica dove andrai
insieme, ancora insieme tu gli avrai.
R.Cocciante
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25 marzo 2011
25 gennaio 2010
25 settembre 2009
TEA FOR TWO
Riprendo il mio viaggio, o forse sarebbe meglio dire, parto oggi, da questo giorno che segna il mio genetliaco.
Un giorno come tanti, che si va ad aggiungere ai 47 già trascorsi , tutti nella trepidante attesa che in un simile giorno possa accadere una meravigliosa magia, che so incontrare un cerbiatto per strada, intraprendere un viaggio senza metà, o forse ricevere qualcosa di inaspettato.
Ogni opzione racchiude in sè un' incognita, come questa nostra vita che prosegue senza rotte precise, senza corsie preferenziali, ma solo con la forza di volontà e con quel poco di fantasia rimastaci.
Ed allora perchè non approfittare dell'evento e gustarci un profumato tè, insieme, magari raccontandoci i nostri sogni, quello che c'è stato e quello che vorremmo accadesse. Una sorta di confessionale ( mio dio, percarità rettifico codesto vocabolo) dunque dicevo...una sorta di luogo accogliente nel quale trascorrere un attimo del nostro tempo insieme, aprendosi senza remore.
Dal canto mio cercherò di aprirmi a voi, senza cadere nella trappola della retorica, della banalità del mio quotidiano, sperando di sentirvi sempre accanto a me, in ogni singolo attimo, di questo mio ritmico respiro.
Un abbraccio infinito
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